sabato 19 aprile 2014

Chiave a stella

Il mio primo vero post non poteva che essere dedicato all'attrezzo che dà il titolo al romanzo, che nell'introduzione all'opera stessa è presentato attraverso le seguenti parole:

Faussone è una specie di Ulisse che erige ovunque monumenti con la sua "chiave a stella", l'utensile che serve per verificare il serraggio dei bulloni, morbidi, duri, ostinati. Non c'è mai il rischio che sfalsi la filettatura, perché sa dosare i suoi strappi e avverte sempre la mano che quello è l'ultimo giro e oltre non si può andare. La chiave a stella conosce bene le sue funzioni, accoppiando forza e delicatezza, impeto e misura.

La chiave a stella rappresenta la protesi per la mano di ogni montatore che si rispetti, anche se è facile notare come nel testo essa assuma un secondo significato, più profondo. Levi, infatti, si riferisce ad una chiave mentale, che serve a Faussone per interpretare e conoscere il mondo.

Da un punto di vista concreto e letterale, la chiave a stella è una particolare configurazione della più comune chiave meccanica, arnese, generalmente in acciaio, che, come accennato sopra, serve a stringere o allentare dadi e bulloni. La versione "a stella" si distingue per le estremità del manico a forma stellare (generalmente a dodici vertici), forma che permette l'esercizio della forza sugli spigoli delle facce dei dadi e dei bulloni. Tali estremità possono essere aperte oppure chiuse e una di esse può essere "a becco", dando vita ad una chiave combinata.



Chiave a stella aperta


Chiave combinata





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